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Performance e manutenzione

In un impianto industriale, qualsiasi sia il settore di appartenenza, possono insorgere numerosi problemi; alcuni sono all’ordine del giorno e di conseguenza le soluzioni possono essere a portata di mano.

In altri casi invece si possono verificare delle problematiche meno comuni dovute al ripetersi quotidiano di una situazione dannosa, molto più complesse da risolvere.

Questo è il caso dei materiali granulari: parliamo di quel pulviscolo, dalla granulometria più o meno elevata, che si forma durante il processo industriale e che finisce per danneggiare i macchinari.

Come spesso accade in queste situazioni, tendiamo a rimandare la risoluzione di un problema che non ci sembra imminente o le cui conseguenze non sono immediatamente visibili.

Ma è proprio in questi casi che, con il passare del tempo, si creano delle incrostazioni che rischiano di compromettere il funzionamento di caldaie industriali, silos, forni, filtri a sacco, scambiatori di calore, ventilatori industriali, scrubbers, condotti e alloggiamenti dei filtri a maniche.

I settori industriali coinvolti sono i più disparati, basti pensare a:

  • il pulviscolo dell’industria della ceramica;
  • le polveri d’acciaio delle fonderie o delle acciaierie;
  • il gesso dell’industria del cemento;
  • le sostanze polverose del settore alimentare, chimico o farmaceutico;
  • le ceneri di combustione delle centrali elettriche.

Le incrostazioni che si formano sono il risultato della presenza di polveri incombuste o di polveri stoccate che, se non rimosse correttamente, tendono a solidificare rischiando di danneggiare il macchinario o comprometterne il funzionamento.

Vediamo insieme qualche esempio:

  • nei ventilatori industriali l’accumulo di depositi sulle pale può sbilanciare il rotore e causare pericolose vibrazioni;
  • nelle caldaie e negli scambiatori di calore i depositi di cenere possono intasare i tubi;
  • nei silos i materiali rischiano di depositarsi e creare delle ostruzioni.

In tutti questi casi si pensa erroneamente che la rimozione della polvere preveda una qualche tipo di soluzione ingombrate, costosa, di difficile installazione/rimozione o, peggio ancora, che interrompa il ciclo produttivo.

New Componit ha, invece, sviluppato le trombe SAFEFON®, un sistema di pulizia acustica che, a differenza dei sistemi più tradizionali, come martelli, soffiatori d’aria e riavvolgitori meccanici, è versatile ed efficiente nella rimozione delle polveri.

Le onde sonore di bassa frequenza ed alta intensità danno vita a dalle vibrazioni interne che colpiscono i depositi residuali esercitando un effetto fluidificante. Gli impulsi sonori sono emessi da un generatore pneumatico e la loro frequenza è poi modulata da un diffusore che può avere varie forme e dimensioni a seconda dei requisiti dell’applicazione e delle esigenze di installazione.

Il sistema di pulizia sonora Safefon®:

  • non provoca effetti collaterali alle strutture;
  • è di facile installazione;
  • funziona in maniera del tutto automatizzata;
  • non prevede il fermo impianto;
  • garantisce una riduzione dei costi operativi e di manutenzione.

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In un sistema di tubazioni i giunti e i raccordi filettati in forma di flange, piuttosto che giunzioni, prese o giunti di dilatazione sono ovviamente all’ordine del giorno.

Le flange

All’interno di un sistema di tubature la flangia è dunque un pezzo meccanico destinato ad accoppiamento non permanente fra due condotti. Sono punti in cui pressione, calore, vibrazioni sono particolarmente forti e soprattutto punti strutturalmente deboli, proprio in quanto punti di contatto fra diversi raccordi.

Sono punti che non possono essere saldati per aumentarne la resistenza, in quanto devono permettere lo scollegamento fra le tubazioni per manutenzioni programmate o accidentali.

Perché coprire le flange

In virtù del loro essere “punto debole”, all’interno di un sistema di tubazioni, è importante andare a coprire le flange in modo che gli operatori possano lavorare in totale sicurezza.

Gli accoppiamenti flangiati attraversati da prodotti chimicamente aggressivi o da qualunque prodotto potenzialmente nocivo costituiscono una fonte di rischio per la sicurezza del personale, in caso di cedimento infatti il liquido che scorre all’interno può essere proiettato dall’accoppiamento a flangia in un ampio raggio e con un’energia cinetica elevata (un fenomeno detto “Jet Fire”).

Proprio per questo, gli accoppiamenti a flangia devono essere dotati di una protezione adeguata contro questi eventi.

Come coprire le flange?

Per coprire correttamente le flange ci sono due strade che possono essere intraprese: utilizzare dei copriflange metallici oppure tessili.

I copriflange metallici sono realizzati in diverse tipologie di acciaio inox, a seconda del fluido che attraversa le tubazioni, per cui in caso di perdita il copriflangia tenderà a contenere il fluido al proprio interno, facendolo poi gocciolare a terra, eliminando quindi la pressione che lo renderebbe estremamente pericoloso.

In particolare i copriflange metallici New Componit sono realizzati in Stainless Steel 304, Stainless Steel 316 L e Stainless Steel 310.

I copriflange metallici sono molto resistenti, hanno una durabilità molto elevata, ma hanno la controindicazione che non contengono il calore.

I copriflange tessili sono invece progettati con tessuti tecnici realizzati ad hoc, a seconda del tipo di fluido che viene convogliato nelle tubazioni e dalla temperatura che può essere raggiunta. Fra i materiali che possono essere utilizzati ci sono la fibra di vetro e il PVC.

Rispetto alle controparti in metallo i copriflange tessili hanno il vantaggio di essere anche termoisolanti. È una particolarità rilevante in tutte le situazioni in cui i fluidi che scorrono interno alle tubazioni sono particolarmente caldi, in quanto l’operatore può lavorare nelle prossimità della flangia senza timore di bruciature.

Inoltre, essendo “custom-made” i copriflange tessili possono essere impiegati in punti dove la coibentazione tradizionale in metallo non è utilizzabile, perché manca lo spazio per il suo inserimento o per la conformazione stessa dell’impianto, per cui la flangia è in un punto “scomodo” o è stata disegnata in modo particolare.

Sei alla ricerca di un fornitore per mettere in sicurezza le tue flange?

New Componit è un’azienda che dal 1986 opera nel settore dei giunti tessili e delle coibentazioni tessili industriali. La nostra esperienza nel progettare soluzioni su misure per tutti i nostri clienti può garantire la certezza della soluzione ad ogni problema relativo alla sicurezza e alla dispersione termica negli impianti.

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