New Componit

Simone Balbi

Nell’era della trasformazione digitale, la sicurezza delle informazioni è diventata un pilastro essenziale per proteggere dati aziendali e clienti. Con minacce informatiche in continua evoluzione, garantire un ambiente sicuro non è solo una priorità, ma una responsabilità strategica per ogni impresa.

Tuttavia, garantire un ambiente sicuro non significa solo adottare tecnologie all’avanguardia: richiede un cambiamento culturale profondo, che coinvolga ogni livello dell’organizzazione.

Per questo motivo, in New Componit abbiamo intrapreso un percorso ambizioso di rafforzamento della sicurezza delle informazioni, basato su tre pilastri principali: formazione continua, tecnologia proattiva e una cultura della collaborazione.

Questo cammino non è solo un investimento per proteggere la nostra azienda, ma un impegno per garantire che i dati dei nostri clienti siano sempre al sicuro.

Formazione continua: il cuore della strategia

In New Componit siamo convinti che il primo passo verso una maggiore sicurezza risieda nelle persone. Ogni nostro collaboratore è parte attiva di questo percorso, perché la consapevolezza e la preparazione individuale sono i nostri più grandi alleati. Non basta dotarsi delle migliori tecnologie: se le persone non sono preparate a riconoscere e gestire le minacce, l’intero sistema di sicurezza può diventare vulnerabile.

La formazione continua è quindi il cuore della nostra strategia. Organizziamo regolarmente sessioni che non si limitano alla teoria, ma offrono strumenti pratici e immediatamente applicabili. I nostri collaboratori imparano, ad esempio, a:

  • Riconoscere e gestire e-mail di phishing.
  • Creare e conservare password sicure.
  • Applicare le migliori pratiche per la protezione dei dati sensibili.
  • E molto altro.

Questo approccio ci permette di trasformare ogni collaboratore da “anello debole” della catena a “prima linea di difesa” dell’azienda. La sicurezza delle informazioni, infatti, non può essere delegata: è una responsabilità condivisa che coinvolge ogni persona all’interno dell’organizzazione.

Tecnologia e prevenzione: un approccio proattivo

Se le persone sono il cuore della strategia, la tecnologia rappresenta la spina dorsale del nostro sistema di sicurezza.

Sappiamo che la sicurezza assoluta non esiste, ma un metodo preventivo e dinamico può fare la differenza. Utilizziamo soluzioni tecnologiche avanzate per monitorare in tempo reale la nostra infrastruttura, identificando e mitigando le minacce prima che possano causare danni.

Queste tecnologie ci permettono di:

  • Monitorare costantemente il traffico di dati e i comportamenti sospetti.
  • Individuare rapidamente le vulnerabilità e intervenire tempestivamente.
  • Proteggere sia i dati aziendali sia quelli dei nostri clienti, rafforzando la fiducia che ripongono in noi.

Grazie a questi strumenti, possiamo garantire un ambiente più sicuro per i nostri processi e, di conseguenza, per le attività dei nostri partner. La fiducia è un elemento cruciale in qualsiasi relazione commerciale, e la sicurezza delle informazioni è uno dei modi migliori per costruirla e consolidarla nel tempo.

Protezione delle informazioni: un impegno di squadra

La sicurezza delle informazioni non è quindi un traguardo, ma un percorso in continua evoluzione. Ogni giorno emergono nuove minacce, e il nostro impegno è quello di anticiparle e affrontarle con determinazione. Per farlo, crediamo nella forza della collaborazione: lavoriamo insieme al nostro team e ai nostri partner per costruire un sistema sicuro e resiliente.

Ogni passo avanti che compiamo è il risultato di un lavoro di squadra, in cui il contributo di ogni individuo è fondamentale.

Questo ci consente di affrontare le sfide del futuro con fiducia e determinazione, costruendo un ambiente sicuro non solo per New Componit, ma anche per i clienti che si affidano a noi.

Sicurezza ed efficienza energetica: due obiettivi complementari

La sicurezza delle informazioni è parte integrante del nostro impegno più ampio verso l’efficienza e l’innovazione industriale. Proteggere i dati significa proteggere le soluzioni che offriamo, garantendo che i nostri clienti possano contare su processi sicuri ed efficienti.

Inoltre, la nostra esperienza trentennale nello sviluppo di soluzioni tessili per l’isolamento termico ci ha insegnato che ogni dettaglio conta. Ridurre le perdite termiche e ottimizzare le prestazioni degli impianti sono obiettivi che richiedono precisione, ma anche una gestione sicura e affidabile dei dati che supportano questi processi.

New Componit è al fianco delle aziende industriali non solo per migliorare l’efficienza energetica, ma anche per costruire un futuro più sicuro. La nostra esperienza e il nostro impegno ci permettono di essere un partner affidabile e proattivo in entrambi gli ambiti.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

Quando si lavora con sistemi isolanti, è fondamentale prestare attenzione a potenziali contaminazioni da cromo esavalente o suoi composti, soprattutto se l’impianto opera a temperature superiori ai 300°C.

In particolare, durante lo smontaggio dei sistemi isolanti è importante notare l’eventuale presenza di polvere giallastra all’interno dell’isolamento o sul componente precedentemente isolato: in questo caso sono necessarie azioni di protezione immediate.

Se hai rilevato la polvere giallastra ed eseguendo un test rapido del cromo hai accertato la presenza di cromo esavalente nel tuo impianto devi segnalare subito la sua presenza e procedere con una bonifica.

In generale, ricorda che le operazioni di smontaggio e disinstallazione di isolamenti dovrebbero essere eseguite da personale preposto ed adeguatamente istruito a farlo e che l’eventuale pulizia della macchina deve essere gestita da società preposte a farlo in sicurezza.

Inoltre, se i materiali isolanti sono già stati usati, devi sempre considerarli contaminati e smaltirli correttamente.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

In questi mesi noi di New Componit abbiamo deciso di affrontare in modo approfondito il tema del cromo esavalente attraverso i nostri vari canali per dare una corretta informazione sui rischi al nostro team e ai nostri clienti; al tempo stesso vogliamo fornire una risposta tempestiva alla richiesta di misure preventive da mettere in atto negli impianti industriali.

Il cromo esavalente rappresenta una tematica di rilievo da quasi un anno e tuttora in aggiornamento: ancora oggi, infatti, sono in corso le valutazioni sulla pericolosità del cromo esavalente negli impianti industriali.

La richiesta di restrizione da parte della Commissione europea

Di recente la Commissione europea ha presentato all’ECHA (European Chemicals Agency) una proposta di aggiornamento della richiesta di restrizione per le sostanze a base di cromo esavalente; in particolare, verranno valutate altre 12 sostanze in aggiunta alle due già presenti nella richiesta originale del settembre 2023.

Le sostanze inserite nella nuova proposta di restrizione presentata all’ECHA possono comportare rischi per i lavoratori e la popolazione, oltre che per l’ambiente, se utilizzate come sostituti delle sostanze a base di cromo esavalente soggette ad autorizzazione.

Come funziona la procedura di restrizione?

Le procedure di restrizione sono fondamentali per la tutela dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente: uno Stato membro dell’Unione Europea, o la Commissione europea, può proporre una restrizione qualora tema che una determinata sostanza costituisca un rischio inaccettabile per la salute umana o dell’ambiente.

La procedura viene avviata presentando la richiesta di restrizione all’ECHA, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche; dopo la verifica di conformità della richiesta, la proposta viene analizzata dai due comitati dell’ECHA:

  • il comitato per la valutazione dei rischi (RAC) formula il proprio parere in merito all’adeguatezza della restrizione in base ai rischi per la salute umana e per l’ambiente rilevati per la sostanza;
  • il comitato per l’analisi socioeconomica (SEAC) prepara il parere sugli impatti socioeconomici della restrizione proposta, quindi in base ai costi e ai benefici della stessa.

Una volta ricevute tutte le osservazioni dall’ECHA, la Commissione europea fa una valutazione complessiva e aggiorna l’elenco delle restrizioni: approvato l’elenco, il settore industriale, che comprende l’intera filiera, è tenuto a rispettarla e gli Stati membri UE diventano responsabili dell’applicazione della restrizione.

Le ultime novità sul cromo esavalente

Attualmente la procedura di restrizione per le sostanze a base di cromo esavalente è ancora in fase di analisi; l’ampliamento del campo di applicazione della richiesta ha infatti portato l’ECHA a posticipare la valutazione finale e di conseguenza la stesura dell’elenco delle restrizioni.

Durante la fase di analisi, i comitati dell’ECHA possono invitare le parti interessate a presentare prove per supportare la preparazione della proposta; nel caso del cromo esavalente, il 6 giugno 2024 l’ECHA ha discusso i primi risultati basati sui dati ricevuti inizialmente e ha lanciato un secondo invito a presentare prove dei rischi e benefici a supporto della proposta aggiornata.

Fino alla stesura dell’elenco finale delle restrizioni, è importante continuare a tenersi aggiornati su questa tematica, per essere certi di rispettare le normative europee e tutelare il benessere dei propri lavoratori e dell’ambiente.

Molte sostanze derivate dal cromo esavalente, infatti, sono facilmente presenti negli impianti industriali e vengono classificate come cancerogene e altamente tossiche per l’ambiente, con conseguenze a lungo termine per la salute.

Tra le sostanze pericolose derivate dal cromo esavalente è bene considerare il cromato di calcio; questo composto si forma a seguito dell’ossidazione del cromo con l’ossido di calcio ed è importante prevenirne la formazione nel proprio impianto.

Come prevenire i rischi derivanti dai composti a base di cromo esavalente?

Evitare di utilizzare sistemi di isolamento termico con materiali contenenti calcio, sodio, potassio o loro ossidi è il primo passo per mettersi al sicuro dai rischi derivanti dal cromo esavalente.

Oggi è possibile prevenire la formazione dei composti a base di cromo esavalente, come il cromato di calcio, negli impianti industriali adottando soluzioni tessili studiate appositamente a questo scopo.

Noi di New Componit nel corso degli anni abbiamo investito nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni tessili che prevengono la possibile formazione del cromo esavalente negli impianti industriali.

Infatti, nella nostra gamma di prodotti abbiamo inserito la linea Greenflex che comprende i sistemi di isolamento per alte temperature con protezioni prive di calcio. Grazie alla sostituzione di tessuti e materassini isolanti contenenti calcio, i nostri manufatti tessili Greenflex, quando utilizzati, non rilasciano sostanze tossiche, risultando ideali per la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente e permettendoti di lavorare nel rispetto delle normative internazionali sulla sicurezza.

I nostri manufatti per alte temperature, inoltre, favoriscono il contenimento del calore, garantendo maggior efficienza agli apparati coibentati: contribuiscono quindi un risparmio economico, ma soprattutto una riduzione delle potenziali emissioni di CO2 in atmosfera rendendo il tuo impianto ancora più sostenibile a livello ambientale.

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Come già spiegato in un articolo precedente, il cromo esavalente e i suoi composti sono sostanze tossiche, pericolose per i tuoi operatori e l’ambiente.

Per evitare la formazione di cromo esavalente è necessario conoscere le condizioni alle quali possono formarsi i suoi composti e adottare sistemi studiati attentamente per prevenire la formazione di queste sostanze tossiche.

Noi di New Componit abbiamo investito nella ricerca e sviluppo di soluzioni che possono evitare la formazione del cromo esavalente: la nostra linea GreenFlex è studiata appositamente per prevenire la formazione di sostanze tossiche e dannose per l’ambiente, garantendo sicurezza di operatori e ambiente.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

Oggi vorrei parlarvi di un problema di cui sento discutere ormai da diversi mesi: la formazione di cromo esavalente e derivati su apparati isolati termicamente.

Mi sono documentato a fondo sull’argomento e credo valga la pena fare alcune considerazioni.

Noi di New Componit vogliamo evidenziare la pericolosità di lavorare a contatto con i materiali isolanti esausti, in generale, e in particolare con quelli contenenti calcio che hanno operato in condizioni di esercizio ben definite.

La buona notizia? Esistono soluzioni tessili appositamente studiate per prevenire la formazione di cromo esavalente.

Vuoi migliorare comfort e performance nel tuo impianto con una soluzione su misura?

 

Ormai da mesi si parla della crescente problematica legata alla possibile formazione di cromo esavalente sugli apparati isolati all’interno degli impianti industriali.

Perché si è aperto un dibattito su questo tema?

Perché questo composto, derivante dalle reazioni termochimiche tra leghe metalliche contenenti cromo e ossidi presenti nei materiali isolanti convenzionali, costituisce una minaccia per la sicurezza dei lavoratori.

La pericolosità del cromo esavalente

Il cromo esavalente è classificato come sostanza molto pericolosa, con effetti tossici sull’ambiente e rischi gravi per la salute umana. Ed è, pertanto, fondamentale capire quali sono le situazioni a rischio e come affrontarle.

Memori di quanto accaduto in passato con l’amianto: non possiamo trascurare la situazione e impiegare decenni prima di riconoscerne la pericolosità.

Pertanto è di vitale importanza comprendere le condizioni che favoriscono la sua formazione. Questo composto è il frutto di una reazione termochimica che fa sì che il cromo, contenuto in molte leghe metalliche, si ossidi in determinate situazioni ambientali con l’ossido di calcio contenuto in molti materiali isolanti convenzionali.

Ne nasce un composto denominato cromo esavalente che poi non volatilizza più al di sotto degli 800°C.

Ma quali sono le condizioni ambientali a cui prestare particolare attenzione?

  • La presenza di materiali isolanti convenzionali contenenti calcio, sodio o potassio.
  • Il raggiungimento di temperature operative tra 300°C e 600°C.
  • La presenza di leghe metalliche contenenti cromo.
  • Una specifica percentuale di ossigeno nell’ambiente di lavoro.

Solo nel caso in cui si verifichino tutte queste condizioni, si deve accendere un immaginario campanello d’allarme.

Come affrontare il problema

Riconoscere la presenza di cromo esavalente è fondamentale. Durante le operazioni di smontaggio degli isolamenti, la presenza di una polvere giallastra costituisce un importante indicatore.

In questi casi, è essenziale agire prontamente:

  • le operazioni di smontaggio degli isolanti devono essere eseguite da personale adeguatamente istruito;
  • l’esito di test rapidi del cromo può confermare la sua presenza;
  • nel caso di esito positivo è importante procedere con una bonifica immediata;
  • la manipolazione di materiali contaminati da questo composto deve essere affidata a personale esperto in grado di operare in sicurezza;
  • i materiali contaminati devono essere smaltiti correttamente.

Ma quali misure preventive si possono attuare?

L’aspetto della prevenzione ci sta molto a cuore: infatti, oltre alla corretta informazione su questi rischi, quali misure preventive si possono mettere in atto negli impianti industriali?

La risposta di New Componit, frutto di un intenso lavoro di ricerca e sviluppo sul prodotto, è la progettazione di sistemi di isolamento per alte temperature privi di calcio, in modo da garantire la sicurezza delle persone e dell’ambiente nel completo rispetto delle normative internazionali sulla sicurezza sul lavoro e sull’ambiente.

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